Il Consiglio federale avvia la consultazione sulla stabilizzazione dell’AVS (AVS 21)

Berna, 28.06.2018 - Il Consiglio federale intende garantire il finanziamento delle rendite AVS, mantenere il loro livello e stabilizzare le finanze dell’assicurazione. Al contempo vuole flessibilizzare la riscossione delle rendite e incentivare il proseguimento dell’attività lucrativa. È quanto ha deciso nella sua seduta del 27 giugno 2018, in cui ha avviato la procedura di consultazione sull’avamprogetto di stabilizzazione dell’AVS (AVS 21), con le relative misure, che durerà fino al 17 ottobre 2018.

La situazione finanziaria dell’AVS è preoccupante. Le entrate e le uscite dell’assicurazione non sono più equilibrate dal 2014 e la situazione si sta deteriorando progressivamente. Tra il 2021 e il 2030 il deficit di ripartizione, ossia il risultato senza i redditi da investimenti, raggiungerà complessivamente circa 43 miliardi di franchi. Per mantenere il livello del Fondo di compensazione AVS al 100 per cento delle uscite di un anno fino al 2030, come prescritto dalla legge, l’AVS avrà bisogno di 53 miliardi di franchi. Questa situazione è dovuta in particolare al progressivo pensionamento della generazione del baby boom. Attualmente vi sono circa 2,6 milioni di beneficiari di rendite AVS, nel 2030 ve ne saranno 3,6 milioni.

Affinché l’assicurazione possa continuare a versare le sue prestazioni, è imperativo adottare rapidamente misure efficaci per stabilizzarla. Senza tali misure, il Fondo AVS sarà costretto a disinvestire 100 milioni di franchi al mese per procurarsi le liquidità necessarie al pagamento delle rendite.

Misure per stabilizzare l’AVS

Sulla base delle linee direttive definite il 2 marzo scorso per la revisione dell’AVS, il Consiglio federale propone una serie di misure volte a stabilizzare le finanze dell’AVS e a garantire le rendite.

  • Nell’AVS sarà introdotta un’età di riferimento di 65 anni per le donne e per gli uomini; a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della riforma, l’età di riferimento delle donne verrà aumentata di tre mesi all’anno. 
  • Dall’analisi dei risultati della votazione del 24 settembre 2017 è emerso che un aumento dell’età di riferimento delle donne deve essere accompagnato da misure compensative. Fino al 2030 esso sarà pertanto compensato con misure destinate alle donne, in particolare a quelle con redditi medio-bassi. Il Consiglio federale pone in consultazione due varianti di compensazione per le donne prossime al pensionamento, vale a dire quelle nate tra il 1958 e il 1966.

Variante 1 (400 milioni di franchi)

  • In caso di riscossione anticipata della rendita, le donne interessate beneficeranno di aliquote di riduzione più favorevoli, il che significa che la loro rendita AVS verrà ridotta in misura minore o non lo sarà affatto. Quelle con un reddito annuo fino a 56 400 franchi, per esempio, potranno anticipare la rendita di un anno, vale a dire a partire dai 64 anni, senza alcuna riduzione.

Si stima che circa il 25 per cento delle donne nate tra il 1958 e il 1966 faranno ricorso a questa misura compensativa. 

Variante 2 (800 milioni di franchi)

  • In aggiunta alla misura della variante 1, la variante 2 prevede anche un aumento della rendita delle donne interessate che continueranno a lavorare fino a 65 anni e oltre. La loro rendita AVS sarà calcolata in base a una nuova formula, con la quale le rendite comprese tra quella minima e quella massima risulteranno più elevate. A beneficiare maggiormente di questa misura, con un aumento della rendita di 214 franchi al mese, saranno le donne con un reddito annuo medio determinante di 42 300 franchi. L’incremento medio della rendita di vecchiaia delle donne sarà di 70 franchi al mese.

Si stima che circa il 25 per cento delle donne nate tra il 1958 e il 1966 opterà per la riscossione anticipata della rendita con l’applicazione di aliquote di riduzione più favorevoli e che circa il 54 per cento beneficerà della formula delle rendite più vantaggiosa.

  • Il momento del pensionamento verrà flessibilizzato: tra i 62 e i 70 anni si potrà riscuotere la totalità della rendita AVS oppure soltanto una percentuale di essa. La percentuale minima sarà del 20 per cento, quella massima dell’80 per cento. 
  • L'età di riferimento di 65 anni e la flessibilizzazione della riscossione della rendita tra i 62 e i 70 anni verranno introdotte anche nella previdenza professionale obbligatoria. 
  • Mediante incentivi sarà promosso il proseguimento dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento. I redditi esigui continueranno a essere esenti da contributi. La franchigia sarà di 1400 franchi al mese. Con i contributi versati dopo l’età di riferimento sarà inoltre possibile migliorare la rendita AVS e colmare eventuali lacune contributive. Anche la nuova formula delle rendite prevista quale misura compensativa potrebbe rappresentare un incentivo al proseguimento dell’attività lucrativa.
  • Affinché il livello del Fondo AVS possa essere mantenuto a circa il 100 per cento delle uscite di un anno fino al 2030, occorrerà un finanziamento supplementare dell’AVS. Senza riforma il fabbisogno finanziario ammonterebbe a 53 miliardi di franchi. Con l’aumento di un anno dell’età di riferimento, le donne forniranno un contributo significativo di 10 miliardi di franchi, 3,8 dei quali andranno a finanziare le misure compensative (in caso di adozione della variante 2). Il Consiglio federale intende coprire il fabbisogno residuo con un finanziamento supplementare.

    A tal fine propone di aumentare l’IVA di 1,5 punti percentuali. L’aliquota normale passerà così dal 7,7 al 9,2 per cento, quella ridotta per i beni di prima necessità dal 2,5 al 3,0 per cento e quella speciale per prestazioni del settore alberghiero dal 3,7 al 4,4 per cento.

Calendario della riforma AVS 21

L’AVS è l’assicurazione sociale più importante in Svizzera. Protegge tutta la popolazione da una situazione di bisogno nella vecchiaia. Per questo motivo, occorre mantenere l’attuale livello delle rendite e garantire il loro finanziamento per il futuro. Il progetto di stabilizzazione dell’AVS (AVS 21) permette di raggiungere questo obiettivo.

Data l’urgenza della riforma, il Consiglio federale intende sottoporre al Parlamento il relativo messaggio entro la primavera del 2019.

Considerata la necessità di ritrovare una dinamica di riforme regolari dell’AVS affinché l’assicurazione possa far fronte alle costanti sfide cui è confrontata, in particolare a livello strutturale, alla metà del prossimo decennio occorrerà procedere a una nuova riforma che produca effetti oltre l’orizzonte temporale dell’AVS 21, ovvero il 2030.

Ripercussioni della decisione sul Progetto fiscale 17

Il 7 giugno 2018 il Consiglio degli Stati, in quanto Camera prioritaria, si è pronunciato a favore di un piano globale per il Progetto fiscale 17 (PF 17), che prevede una compensazione sociale nell’AVS per controbilanciare le perdite fiscali. Se questo piano fosse attuato, l’AVS beneficerebbe di un finanziamento supplementare di circa 2,1 miliardi di franchi all’anno. Queste entrate permetterebbero di ridurre il bisogno di finanziamento a 23 miliardi di franchi. L’aumento dell’IVA risulterebbe così meno elevato, ossia di 0,7 anziché 1,5 punti percentuali. Le entrate supplementari previste nel quadro del PF 17 proverrebbero dall’aumento dei contributi salariali e del contributo della Confederazione nonché dall’assegnazione integrale all’AVS del percento demografico IVA. A prescindere da ciò, la riforma dell’AVS resterà urgente e necessaria.


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