Coronavirus: misure dell’assicurazione invalidità

Al fine di contenere la diffusione del coronavirus, il Consiglio federale ha ordinato provvedimenti per la protezione della popolazione. Diversi di questi provvedimenti hanno ripercussioni anche sulle prestazioni e sulle procedure dell’assicurazione invalidità (AI).

L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) si adopera per fornire rapidamente informazioni e soluzioni pragmatiche ai problemi sorti in questo contesto. Per principio, queste regolamentazioni si applicano per l’intera durata della situazione straordinaria. Se del caso, tuttavia, l’UFAS le adegua alle nuove prescrizioni del Consiglio federale o alle nuove valutazioni della situazione.

Per altre questioni generali cui non è data una risposta esaustiva di seguito ci si può rivolgere all’UFAS mediante l’apposito modulo. Per domande relative ai singoli casi, ad esempio il proprio incarto, occorre invece rivolgersi all’ufficio AI competente. Gli indirizzi degli uffici AI possono essere consultati sul sito Internet.

Termini

Termini per le opposizioni contro decisioni dell’AI e per le procedure giudiziarie

Le decisioni del Consiglio federale del 20 marzo 2020 comportano tra l’altro la sospensione dei termini applicabili alle procedure dell’AI stabiliti dalla legge, dalle autorità amministrative e da quelle giudiziarie per il periodo dal 21 marzo al 19 aprile 2020. Nel caso di una scadenza espressa in giorni (p. es. 30 giorni per un’opposizione), questo significa che i giorni dal 21 marzo al 19 aprile non contano.

Termini per le perizie mediche

Gli ospedali, le cliniche e gli studi medici non possono effettuare terapie e interventi medici non urgenti. Per questo motivo l’AI ha temporaneamente sospeso lo svolgimento delle perizie mediche. Tutti gli appuntamenti previsti fino al 19 aprile sono stati annullati. L’UFAS e gli uffici AI hanno informato i periti e gli assicurati interessati, i quali non devono fare niente e saranno contattati a tempo debito per un nuovo appuntamento. Se la perizia medica è già stata svolta, i centri peritali devono continuare a trattare il caso come di consueto e fornire il proprio parere agli uffici AI entro il termine fissato inizialmente.

Accertamenti medici e perizie

Rapporti di medici e ospedali

Nella situazione attuale, gli ospedali, le cliniche e gli studi medici devono concentrarsi sulle terapie e sui trattamenti medici urgenti. Il personale medico specializzato deve far fronte a un enorme carico di lavoro. Per questo motivo l’AI rinuncia fino a nuovo ordine a richiedere rapporti medici scritti nell’ambito della medicina generale o a sollecitare quelli non ancora pervenuti. Per altre discipline in cui il personale medico specializzato è eventualmente meno impegnato, è possibile richiedere rapporti medici, se ne è stata preventivamente accertata la disponibilità. Se i rapporti medici sono necessari per prolungare un trattamento in corso, fino a nuovo ordine quest’ultimo può essere prolungato di sei mesi senza rapporto medico.

Perizie mediche

L’AI ha temporaneamente sospeso lo svolgimento delle perizie mediche. Tutti gli appuntamenti previsti fino al 19 aprile sono stati annullati. L’UFAS e gli uffici AI hanno informato i periti e gli assicurati interessati, i quali non devono fare niente e saranno contattati a tempo debito per un nuovo appuntamento. Fino al 19 aprile non saranno ordinate nuove perizie. Se la perizia medica è già stata svolta, i centri peritali devono continuare a trattare il caso come di consueto e fornire il proprio parere agli uffici AI entro il termine fissato inizialmente.

Accertamento di infermità congenite

Certe infermità congenite vengono prese a carico dall’AI soltanto se sono state accertate entro una determinata età. Se l’accertamento non è stato possibile entro quel momento, l’obbligo di versare prestazioni dell’AI può essere riconosciuto anche dopo il superamento del limite d’età, qualora il ritardo sia riconducibile alla situazione straordinaria. Questo principio concerne determinate malformazioni mascellari (infermità congenita n. 208), malattie mentali (infermità congenite n. 404–406) e difetti del metabolismo (infermità congenita n. 467).

Interventi medici e terapie

Interventi di chirurgia maxillo-facciale e di ortodonzia

Gli ospedali nonché i chirurghi maxillo-facciali e gli ortodontisti indipendenti sono costretti, a causa della crisi del coronavirus, a limitare al minimo indispensabile le proprie attività. Soprattutto gli interventi maxillo-facciali stazionari sono effettuati normalmente solo poco prima che la persona assicurata compia i 20 anni. Poiché per i provvedimenti sanitari l’AI è tenuta alla presa a carico soltanto fino al compimento del 20° anno di età, per il periodo della situazione straordinaria proclamata dal Consiglio federale vale quanto segue: tutte le prestazioni di questo tipo che a causa dei provvedimenti d’urgenza della Confederazione non hanno potuto esssere fornite alla persona assicurata prima che compisse i 20 anni dovranno esserlo entro il 31 ottobre.

Psicoterapia e neuropsicologia

Si applicano con effetto immediato le regole abituali.

Fisioterapia ed ergoterapia

Si applicano con effetto immediato le regole abituali.

Mezzi di protezione contro il contagio

Il materiale di consumo utilizzato per proteggersi dal contagio con il coronavirus, quali le mascherine di protezione o il disinfettante, può essere fatturato all’AI al prezzo d’acquisto fino al 31 ottobre 2020. Questo vale per tutti i fornitori di prestazioni mediche che eseguono trattamenti sulla base di una decisione dell’AI. Gli assicurati, i loro genitori e le altre persone di riferimento non possono invece chiedere all’AI il rimborso di tale materiale di protezione acquistato autonomamente.

Provvedimenti d’integrazione e mezzi ausiliari

Pagamento delle indennità giornaliere in caso di provvedimenti d’integrazione

In alcuni casi, poiché non era più possibile attuare provvedimenti d’integrazione professionali le regole per la riscossione delle indennità giornaliere sono state adattate, per evitare che gli assicurati per i quali un tale provvedimento era già in corso o stava per iniziare si ritrovassero in una situazione finanziaria difficile. Tuttavia, siccome le misure di protezione per la lotta al coronavirus sono state allentate, i provvedimenti d’integrazione professionale possono, in linea di principio, essere ripristinati e le norme introdotte sono gradualmente eliminate. Gli uffici AI valutano i singoli casi in base alla situazione specifica.

Se un provvedimento d’integrazione professionale è già stato concesso, fino a nuovo ordine le indennità giornaliere vengono versate anche se questo non può essere eseguito, indipendentemente dal fatto che non sia possibile avviarlo del tutto o che sia stato necessario interromperlo a causa della chiusura dell’organo esecutivo, di una quarantena preventiva o per altri motivi di salute. Le assenze dai provvedimenti d’integrazione non vengono registrate.

Se vi sono le basi per la concessione di un provvedimento d’integrazione professionale, ma la decisione non è ancora stata emanata o comunicata, il provvedimento viene concesso e l’indennità giornaliera versata a partire dalla data prevista per l’inizio del provvedimento, anche se quest’ultimo non ha potuto essere avviato per i motivi summenzionati. Agli assicurati il cui processo d’integrazione è chiaro ma non può proseguire a causa della situazione straordinaria viene versata un’indennità giornaliera per il periodo di attesa, se non sono versate altre prestazioni, ad esempio delle assicurazioni malattie, contro gli infortuni o contro la disoccupazione oppure dell’aiuto sociale.

Queste disposizioni sulle indennità giornaliere saranno abrogate alla fine di giugno 2020 e dal 1° luglio 2020 si applica nuovamente il diritto vigente sulle indennità giornaliere, con due eccezioni.

  1. Per gli assicurati appartenenti ad un gruppo a rischio si deve cercare una soluzione adatta al caso. Se un adattamento non è possibile e che, di conseguenza, il provvedimento non può essere svolto, un’indennità giornaliera continuerà ad essere versata. Le persone appartenenti ad un gruppo a rischio devono presentare un certificato medico.
  2. Alle persone che non possono partecipare a provvedimenti d’integrazione o che devono interromperli a causa di una quarantena preventiva saranno versate indennità giornaliere durante 14 giorni al massimo.

Consegna di mezzi ausiliari

Le regole abituali valgono con effetto immediato.

Importi forfettari per la trasferta per protesi, ortesi e fornitura di carrozzelle

Si applicano con effetto immediato le regole abituali.

Riparazioni di protesi, ortesi e carrozzelle

Si applicano con effetto immediato le regole abituali.

Cani guida per ciechi

Le scuole di cani guida per ciechi potranno riprendere l’attività, a determinate condizioni, dalla fine di aprile, d’intesa con lo stato maggiore di crisi cantonale o l’autorità competente del Cantone interessato. I controlli effettuati dagli esperti dell’AI per la coppia persona assicurata-cane dopo il completamento della fase d’introduzione (N. 2107 CMAI) potranno riprendere dal mese di giugno. Da allora gli uffici AI potranno concedere nuovamente cani guida per ciechi.

Apparecchi acustici

La richiesta di una perizia otorinolaringoiatrica è possibile già dal 27 aprile 2020.

Cura e assistenza

Assegno per grandi invalidi e supplemento per cure intensive e riduzione del servizio di cure a domicilio

Si applicano con effetto immediato le regole abituali.

Obbligo di continuare a pagare il salario in caso di rinuncia alle prestazioni degli assistenti

I beneficiari di un contributo per l’assistenza che sono malati o che per proteggersi dal rischio di contagio con il coronavirus rinunciano alle prestazioni degli assistenti devono continuare a versare loro il salario. In questi casi non è necessario alcun certificato medico. Occorre tuttavia valutare se gli assistenti possano fornire comunque una parte delle prestazioni, per esempio le attività amministrative o gli acquisti. I salari pagati in questi casi sono presi a carico dall’AI e non sono computati nel calcolo del contributo per l’assistenza annuo per tutta la durata della situazione straordinaria. Questa disposizione consentirà ai beneficiari di un contributo per l’assistenza di ridurre il numero degli assistenti impiegati e di aumentare il grado di occupazione di alcuni di loro.

Alla luce della decisione del Consiglio federale di prolungare la situazione straordinaria fino al 19 giugno, l'UFAS ha deciso di sopprimere la limitazione a tre mesi del rimborso dell'obbligo di continuare a versare gli stipendi ai sensi dell'articolo 39h, capoverso 2 OAI. Sotto riserva di un'eventuale seconda ondata, questa regola pragmatica termina alla fine di giugno. Da luglio si applicheranno le regole normali. Un’eccezione riguarda i beneficiari del contributo d’assistenza che fanno parte di una delle categorie a rischio definite all'articolo 10b e all'Allegato 6 dell'Ordinanza 2 COVID-19. Nel loro caso, l’obbligo di continuare a versare il salario continua a non essere conteggiato nel contributo annuale e a non essere limitato a tre mesi.

Indennità per lavoro ridotto per gli assistenti

I beneficiari di un contributo per l’assistenza non hanno diritto all’indennità per lavoro ridotto e non possono richiederla nemmeno per i loro assistenti.

Continuazione del pagamento del salario in caso di malattia

Gli assistenti malati o in quarantena hanno diritto alla continuazione del pagamento del salario. Durante la situazione straordinaria la scala bernese non è applicabile. Tuttavia il rimborso da parte dell’AI è limitato a tre mesi. Da subito, la scala di Berna è di nuovo applicata ai nuovi casi di malattia.

Si può esigere un certificato medico a partire dal terzo giorno di assenza.

Continuazione del pagamento del salario in caso di obblighi di custodia dei figli

Se un assistente non può più fornire le sue prestazioni poiché a causa dei provvedimenti per combattere il coronavirus (p. es. chiusura delle scuole) deve accudire i propri figli di età inferiore a 12 anni compiuti, la persona beneficiaria del contributo per l’assistenza continua a versargli il salario per i primi tre giorni di assenza. L’AI le rimborsa queste spese. A partire dal quarto giorno l’obbligo di continuare a pagare il salario cessa, poiché l’assistente ha diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus prevista dalla Confederazione. Ulteriori informazioni in merito sono disponibili su Internet.

Continuazione del pagamento del salario in caso di assenza dal Paese

Se un assistente non può fornire le sue prestazioni, poiché si trova all’estero e non può entrare o tornare in Svizzera, non sussiste l’obbligo di continuare a pagare il salario. Conformemente alla prassi fondata sull’articolo 324a del Codice delle obbligazioni, l’obbligo di continuare a pagare il salario sussiste soltanto se il lavoratore è impedito di lavorare per motivi inerenti alla sua persona. L’impossibilità di entrare in Svizzera, tuttavia, non è un motivo inerente alla persona dell’assistente. Il lavoratore deve pertanto utilizzare i suoi saldi attivi (vacanze, orario flessibile, ore supplementari ecc.) o eventualmente prendere un congedo non pagato. Di conseguenza l’AI non assume i costi della continuazione del pagamento del salario, se l’assistente non ha la possibilità di entrare in Svizzera.

Ampliamento delle prestazioni di assistenza e di Spitex

Se le persone beneficiarie di un contributo per l’assistenza che normalmente frequentano un istituto, una scuola speciale, un laboratorio protetto o un centro diurno devono rimanere a casa in seguito alla chiusura della struttura o perché sono malate o in quarantena, l’AI può aumentare il numero delle ore di assistenza accordate loro per tutta la durata della situazione straordinaria. Per beneficiare di questa misura devono presentare una domanda all’ufficio AI competente. Questa modifica vale dal 1° marzo fino alla cessazione della situazione straordinaria legata al coronavirus.

L’11 maggio riapriranno le scuole dell’obbligo e l’8 giugno quelle post-obbligatorie. La riapertura avverrà però secondo modalità diverse a seconda del Cantone. Nel caso delle istituzioni, la situazione è ancora più eterogenea. Spetta dunque agli uffici AI verificare nel caso concreto da quando la persona beneficiaria del contributo per l’assistenza ricominci a frequentare la scuola o l’istituzione e riprendere quindi a versare la prestazione secondo la decisione iniziale. Se la scuola specializzata può essere frequentata soltanto a tempo parziale o a giorni alterni, l’attuale decisione va mantenuta fino alla riapertura completa della struttura. La decisione iniziale riprende ad avere effetto sempre dal primo giorno dal mese (p. es. il 1° maggio). Le persone beneficiarie del contributo per l’assistenza continuano ad avere la possibilità di fatturare fino al 150 per cento del contributo mensile, il che dovrebbe consentire loro di pagare le ore prestate dagli assistenti all’inizio del mese.

Se una persona assicurata deve ricorrere in misura maggiore alle prestazioni di Spitex a causa di malattia o assenza dei suoi assistenti, valgono di nuovo le regolre abituali, ossia l’AI lancia una revisione del contributo per l’assistenza.

La remunerazione di familiari o di organizzazioni che forniscono prestazioni di assistenza resta esclusa.

Obbligo lavorativo per gli assistenti e assistenti particolarmente a rischio

Le persone beneficiarie di un contributo per l’assistenza dell’AI possono per principio obbligare i loro assistenti a garantire l’assistenza, se questa è urgentemente necessaria. Sono però tenute a rispettare le prescrizioni d’igiene e a proteggere il più possibile la salute degli assistenti (guanti, disinfettante ecc.). Sono esonerate dall’obbligo lavorativo soltanto le persone considerate particolarmente a rischio secondo le disposizioni del Consiglio federale. Se si rifiutano di adempiere il loro obbligo, gli assistenti perdono il diritto al salario.

Se la persona beneficiaria di un contributo per l’assistenza è malata, le cure sono fornite soltanto nella misura dello stretto necessario, al fine di ridurre il rischio di contagio. Si deve però badare a garantire le cure d’importanza vitale, nel rispetto delle necessarie misure di protezione.

Sono esonerate dall’obbligo lavorativo soltanto le persone considerate particolarmente a rischio secondo le disposizioni del Consiglio federale. Se un assistente fa parte di una delle categorie a rischio definite all'articolo 10b e all'Allegato 6 dell'Ordinanza 2 COVID-19, il datore di lavoro deve fare tutto il possibile per proteggerne la salute, ad esempio permettendogli di lavorare a casa (bucato, stiratura, amministrazione) o adottando misure di protezione adeguate (rispettare le norme igieniche, mettere a disposizione misure di protezione individuali come ad esempio guanti monouso, disinfettanti, ecc.). Nel caso in cui non è possibile occupare l'assistente proteggendolo sufficientemente o se l'assistente rifiuta di lavorare, poiché ritiene che il rischio di infezione da coronavirus sia troppo elevato nonostante le misure adottate, l'assicurato deve continuare a pagargli lo stipendio. Anche per questa situazione, il limite di tre mesi è soppresso fino alla fine di giugno 2020. L'ufficio AI chiede un certificato medico che attesti che l'assistente è una persona particolarmente a rischio.

Assunzione di nuovo personale assistente

Si applicano le regole normali con effetto immediato, in particolare per quel che concerne il controllo dei contratti di lavoro.

Garanzia dei diritti acquisiti

Il diritto al contributo per l’assistenza continua a sussistere anche oltre l’età di pensionamento, se la persona beneficiaria ha iniziato a ricorrere alle prestazioni di personale assistente prima del suo raggiungimento. Questo diritto acquisito è però garantito anche nel caso in cui il primo ricorso alle prestazioni di personale assistente avvenga entro tre mesi dalla revoca della situazione straordinaria (ossia entro fine settembre). Lo stesso vale per la garanzia dei diritti acquisiti dopo il compimento del 18° anno d’età. Dal 1° luglio si applicano le regole usuali.

Aiuto in caso di cessazione delle prestazioni di assistenza

A causa della situazione straordinaria dovuta al coronavirus può accadere che il numero di assistenti disponibili non sia più sufficiente per garantire tutte le prestazioni di cura fornite in precedenza. Le persone disabili che necessitano di queste prestazioni rischiano quindi di ritrovarsi in una situazione critica. I Cantoni invitano le persone interessate a rivolgersi dapprima a Pro Infirmis o a organizzazioni di aiuto ai disabili analoghe, che possono organizzare una rete di aiuto alternativa, e solo in seguito al servizio cantonale competente per le istituzioni per i disabili.

Informazioni per le persone con disabilità

Dove possono le persone con disabilità ottenere informazioni sul nuovo coronavirus?

Le informazioni più importanti sul nuovo coronavirus sono disponibili anche in lingua facile e in lingua dei segni.

Ultima modifica 02.07.2020

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