Giovani e violenza
I reati di violenza che coinvolgono i giovani come vittime o autori preoccupano molto l’opinione pubblica, i politici e gli specialisti a livello nazionale, cantonale e comunale ormai da molti anni.
Competenza
Il problema della violenza giovanile incombe principalmente ai Cantoni. In passato, la Confederazione è intervenuta nei limiti delle sue competenze, in particolare con il programma di durata limitata Giovani e violenza.
Programma nazionale Giovani e violenza
Dal 2011 al 2015 la Confederazione ha attuato, in collaborazione con i Cantoni, le Città e i Comuni, il programma nazionale Giovani e violenza in tre ambiti tematici: famiglia, scuola e spazio sociale.
Il programma perseguiva due obiettivi principali:
- porre le basi per una prevenzione della violenza in Svizzera basata su prove scientifiche, al fine di accrescere l’efficienza e l’efficacia delle misure e ridurre così i comportamenti violenti dei giovani;
- contribuire allo sviluppo sano e positivo dei bambini e dei giovani nonché del loro ambiente sociale.
Sono state realizzate attività e misure a tre livelli:
1. Imparare gli uni dagli altri: rilevamento delle misure di prevenzione esistenti, identificazione dei criteri di buona pratica e delle misure efficaci, valutazione dei progetti in corso e sperimentazione di nuovi modelli.
2. Promuovere la trasmissione delle conoscenze: costituzione di una rete di attori cantonali e comunali, sperimentazione di un servizio di consulenza e organizzazione di incontri e conferenze nazionali.
3. Migliorare il coordinamento tra prevenzione, intervento e repressione: ricerca di modelli di collaborazione e chiarimento delle questioni concernenti la protezione dei dati nell’ambito dello scambio di informazioni tra autorità e servizi specializzati.
Rapporto «Délinquance juvénile, efficacité des sanctions relevant du droit pénal des mineurs et prévention» (disponibile anche in tedesco)
Grazie al diritto penale minorile, la Svizzera dispone di uno strumento appropriato ed efficace per far fronte alla criminalità giovanile. È quanto constata il Consiglio federale in un rapporto in adempimento di un postulato, adottato nella sua seduta del 26 settembre 2025. Esso rileva però la necessità d’intervenire in alcuni ambiti, tra cui l’applicazione di procedure di mediazione, l’ampliamento dei posti per la detenzione di giovani autori di reati e l’informazione dell’opinione pubblica sul diritto penale minorile.