Consiglio d’Europa

Il Consiglio d’Europa è stato fondato nel 1949. La Svizzera ne è membro dal 1963.

Secondo il suo statuto il Consiglio d’Europa ha lo scopo d’attuare un’unione più stretta fra i Paesi Membri per tutelare e promuovere gli ideali e i principi che sono loro comune patrimonio e per favorire il loro progresso economico e sociale. Questo scopo è perseguito dagli organi del Consiglio mediante l’esame delle questioni d’interesse comune, l’elaborazione di convenzioni e l’adozione di un’opera comune nel campo economico, sociale, culturale, scientifico, giuridico e amministrativo nonché mediante la tutela e lo sviluppo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Sul piano sociale, il Consiglio d’Europa cerca in particolare di sviluppare la coesione sociale e di far sì che gli individui possano godere pienamente dei diritti dell’uomo (inclusi dunque i diritti sociali), promuovendo le norme europee in materia di sicurezza sociale e di salute, proteggendo la diversità etnica e culturale e favorendo la cooperazione tra i Paesi membri in materia di sviluppo sociale. Queste attività sono portate avanti mediante strumenti normativi, conferenze ministeriali, comitati intergovernativi e riunioni regolari di gruppi di esperti.

Sul piano giuridico, lo strumento normativo più importante è la convenzione. Attualmente le convenzioni elaborate e trattate nel quadro istituzionale del Consiglio d’Europa sono oltre 210. Le convenzioni devono la loro esistenza giuridica solamente all’espressione della volontà degli Stati, che possono diventarne parte sottoscrivendole e ratificandole. In ambito sociale le più importanti sono la Carta sociale europea del 1961, la Carta sociale europea riveduta del 1996, il Codice Europeo di sicurezza sociale del 1964 e il Codice europeo di sicurezza sociale riveduto del 1990. La Svizzera ha ratificato unicamente il Codice europeo di sicurezza sociale del 1964.

Oltre alla convenzione, strumento normativo vincolante, vi è un altro strumento giuridico: la raccomandazione. La raccomandazione è formulata dal Comitato dei ministri all’attenzione degli Stati membri. Pur non essendo vincolante dal punto di vista giuridico, essa non è priva di effetti poiché gli Stati devono fare quanto possibile per metterla in atto.

I ministri europei si riuniscono periodicamente nel quadro di conferenze ministeriali al fine di discutere temi d’interesse comune e di dare un impulso alle attività del Consiglio. Per quanto concerne le questioni sociali si menzionano la 2a Conferenza dei ministri europei responsabili della coesione sociale del 2012, la 9a Conferenza dei ministri europei della gioventù del 2012 e la 29esima Conferenza dei ministri europei incaricati degli affari familiari del 2009.

La Piattaforma europea per la coesione sociale (PECS) è stata creata nel 2016 per garantire che il tema della coesione sociale venga integrato in tutte le attività del Consiglio d’Europa, identificando i principali ostacoli all’accesso ai diritti sociali, per promuovere lo scambio di buone pratiche e gli approcci innovativi in materia di coesione sociale ed esaminare le nuove tendenze e le nuove sfide legate a quest’ambito. Si tratta di un organo intergovernativo composto da funzionari dei Paesi membri. Ai lavori della Piattaforma partecipano anche le parti sociali e le organizzazioni non governative con statuto partecipativo nonché altre organizzazioni internazionali e Stati osservatori presso il Consiglio d’Europa.

Il Comitato governativo della Carta sociale europea e del Codice europeo di sicurezza sociale (CG) esamina la conformità delle legislazioni di sicurezza sociale e delle relative prassi dei Paesi che hanno ratificato il Codice europeo di sicurezza sociale (attualmente 21, tra cui la Svizzera).

La nuova Strategia del Consiglio d’Europa per i diritti del fanciullo (2016-2021) è la terza elaborata dall’Organizzazione. Nel 2016 è stato istituito il Comitato ad hoc per i diritti del fanciullo (CAHENF), un gruppo di esperti incaricato di coordinarne l’attuazione e valutarne l’impatto.

Tra gli organi intergovernativi vi è inoltre il Comitato direttivo europeo per la gioventù (CDEJ), il cui compito principale è di promuovere la cooperazione in materia di gioventù. Gli obiettivi prioritari, le proposte riguardanti il budget e il programma del settore gioventù sono tuttavia di competenza del Consiglio misto per la gioventù (CMJ), composto da rappresentanti di organizzazioni non governative attive nell’ambito della gioventù e dai membri del CDEJ (sistema di cogestione).

Ulteriori informazioni

https://www.bsv.admin.ch/content/bsv/it/home/sozialpolitische-themen/internationale-organisationen/europarat.html