Riforma della previdenza professionale

La Svizzera dispone di un solido sistema di previdenza. L’evoluzione demografica rende tuttavia necessario un rafforzamento del sistema sia nell’ambito dell’AVS/AI (primo pilastro) che in quello della previdenza professionale (secondo pilastro). La riforma della previdenza professionale permetterà di garantire le rendite, rafforzare il finanziamento e migliorare la situazione delle persone che lavorano a tempo parziale, in particolare quella delle donne.  

Le rendite della previdenza professionale sono sotto pressione ormai da tempo a causa dell’aumento della speranza di vita e del perdurare della difficile situazione sui mercati finanziari, con tassi d’interesse molto bassi o addirittura negativi. Questo è un problema, in particolare per le casse pensioni le cui prestazioni non superano o superano di poco la previdenza professionale obbligatoria. L’entità delle loro prestazioni dipende ampiamente dall’aliquota di conversione fissata dalla legge, attualmente pari al 6,8 per cento. Alla luce dell’evoluzione demografica e del basso livello degli interessi, questo valore è troppo elevato.

Il 2 luglio 2019, su invito del Consiglio federale, l’Unione svizzera degli imprenditori (USI), l’Unione sindacale svizzera (USS) e Travail.Suisse hanno presentato una proposta per la revisione del secondo pilastro. L’obiettivo della riforma è quello di ridurre il problema di finanziamento della previdenza professionale, garantire il livello delle rendite e migliorare la protezione sociale dei lavoratori che conseguono redditi modesti.

Le grandi linee dell’avamprogetto

  • Con l’entrata in vigore della revisione, l’aliquota minima di conversione, utilizzata per convertire il capitale risparmiato in rendita, verrà ridotta dal 6,8 al 6,0 per cento.
  • I futuri beneficiari di rendite di vecchiaia e d’invalidità della previdenza professionale riceveranno a vita un supplemento di rendita mensile. Il supplemento di rendita sarà indipendente dall’importo della rendita stessa e verrà finanziato tramite un contributo dello 0,5 per cento sul reddito annuo soggetto all’AVS fino a 853 200 franchi (valore per il 2019).
  • La deduzione di coordinamento, attualmente pari a 24 885 franchi, sarà ridotta a 12 443 franchi. 
  • Verranno adeguati gli accrediti di vecchiaia, che saranno meno graduati rispetto a oggi. In questo modo si ridurrà la differenza tra gli assicurati più giovani e quelli più anziani e gli oneri salariali per questi ultimi diminuiranno.
  • Le sovvenzioni per gli istituti di previdenza con una struttura d’età sfavorevole verranno soppresse.

Queste misure consentiranno di mantenere nel complesso il livello delle prestazioni della previdenza professionale e addirittura di migliorarlo per le persone con redditi modesti, e in particolare per le donne.

 

Documentazione

Comunicati stampa

13.12.2019

Il Consiglio federale avvia la consultazione sulla riforma della previdenza professionale

La riforma della previdenza professionale permetterà di garantire le rendite, rafforzare il finanziamento e migliorare la situazione delle persone che lavorano a tempo parziale, in particolare quella delle donne. Nella sua seduta del 13 dicembre 2019, il Consiglio federale ha posto in consultazione fino al 29 maggio 2020 (proroga in conseguenza del coronavirus) la proposta elaborata da tre associazioni mantello nazionali delle parti sociali.

2.7.2019

Proposta di compromesso delle parti sociali
Proposta dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI), di Travail.Suisse e dell’Unione sindacale svizzera (USS) per la riforma della previdenza professionale (LPP)

 
 
27.10.2017

Riprese le discussioni sul futuro della previdenza per la vecchiaia

Oggi, venerdì 27 ottobre, il consigliere federale Alain Berset ha incontrato i rappresentanti di oltre 25 tra partiti, parti sociali e altre organizzazioni. A un mese dalla bocciatura della riforma in votazione popolare, ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità e contribuire al prosieguo della discussione.

Revisioni PP (archivio)

Votazione-AV-2020-teaser-170924

Previdenza per la vecchiaia 2020

In occasione della votazione popolare del 24 settembre 2017, entrambi i progetti della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 sono stati respinti.

Riforma strutturale e misure in favore dei lavoratori anziani

La riforma strutturale del 19 marzo 2010 della previdenza professionale rinforza la vigilanza sugli istituti, introduce delle regole complementari in materia di governance e trasparenza e ha preso dei provvedimenti volti a favorire la permanenza dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro.

1a Revisione della LPP

La prima revisione della LPP è entrata in vigore in tre tappe dal 1.1.2004.

Ultima modifica 22.06.2020

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